Il Pantheon

Il Pantheon
Foto Pantheon

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Il Pantheon si trova a Roma, nel Rione Campo Marzio, costruito nel 27-25 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa, inizialmente la struttura era dedicata al culto delle divinità romane, fino al suo abbandono alla caduta dell’impero romano.
Nel 608 l’imperatore di Bisanzio lo cedette a Bonifacio IV, il quale decise di consacrare la struttura al culto della Madonna e martiri.
Nel 1652 Urbano VII Barberini tolse il rivestimento delle travi del portico (bronzo), il materiale venne usato per la costruzione di 80 cannoni destinati a Castel Sant’Angelo. Quando a Roma venne dichiarata l’Unità, il ruolo del Pantheon cambiò ulteriormente.
In quest’epoca storica venne adibito a sacrario dei re d’Italia.
Un successivo restauro modificò la struttura del pronao (l’ingresso), eliminando le cancellate e le famose “orecchie d’asino”. Il campanile, invece, venne aggiunto successivamente da Gian Lorenzo Bernini.

Cosa vedere – Pantheon

Sicuramente spicca subito agli occhi il contrasto tra l’ingresso tipico dei templi (a forma squadrata) e lo spazio interno molto grande e tondeggiante. Osservate il pronao, ornato da colonne granitiche alte ben 13 metri, il loro colore grigio e rosa le rende veramente uniche. La cupola è sicuramente una delle più grandi mai costruite, un vero modello tecnologico che ha resistito per più di 2000 anni.
Il materiale costruttivo è una sorta di calcestruzzo (malta e scaglie di travertino), il suo utilizzo è associabile ad una tecnica del tutto futuristica che prevedeva l’utilizzo di materiali sempre più leggeri man mano che si saliva con la costruzione.
Quindi, partendo dal basso, dove venivano posti i materiali più pesanti e corposi, si proseguiva fino ad arrivare alla cupola, con il materiali sempre più leggeri. L’unica fonte di luce interna arriva da un occhio, largo 9 metri, con i bordi in bronzo. L’interno del Pantheon è diviso in sette ‘nicchioni’ semicircolari, notate le colonne scanalate di colorazione gialla antica. In ogni nicchia c’è un’opera da ammirare, tra queste vi segnaliamo l’affresco “Annunciazione” di Melozzo da Forlì, la tomba di Vittorio Emanuele II , Umberto I e di Margherita di Savoia.
Nella settima nicchia potete osservare le epigrafi di Taddeo Zuccari, Flaminio Vacca, Perin del Vaga. Da non perdere la tomba di Raffaello, la potete trovare sotto la Madonna del Sasso di Lorenzetto.

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